Sherlock Holmes e i suoi aforismi, proverbi, assiomi, frasi celebri.  
 
Si può dire senza tema di smentita che S.H. è veramente l'aforisma o proverbio fatto persona, talmente viene citato come il perfetto prototipo dell'intuizione e della deduzione applicata a svelare la verità. Poiché, a mio parere, sarebbe riduttivo attribuire a S.H. soltanto la capacità e l'intenzione di scoprire colpevoli dei più svariati crimini.
Il metodo holmesiano si presta altrettanto bene a dipanare l'aggrovigliata matassa della vita e a mettere in luce se non tutta la verità, solo la verità, nient'altro che la verità, almeno squarci più o meno estesi di essa.
Se il metodo holmesiano venisse applicato per impedire l'esasperazione dei conflitti, sia a livello locale che planetario, non sarebbe oggi costretti ad assistere impotenti allo scatenarsi delle tensioni accumulate e che rischiano di far piombare il mondo in una catastrofe inarrestabile.
Non pensate anche voi che l'assioma holmesiano: "Una volta eliminato l'impossibile, quello che resta, per improbabile che sia, dev'essere la verità" e la premonizione contenuta nell'ultima raccolta di racconti (Il taccuino di S.H.): "Se si tenta di assoggettare la Natura, a volte si precipita sotto di essa" (non sembra richiamare alla mente gli OGM e la clonazione umana?) spieghino in gran parte la stolidità dell'uomo contemporaneo, incapace di discernere tra apparenza e realtà?
Holmes quindi come maestro non solo del crimine ma anche di vita; e i numerosi aforismi presenti nel "Canone", non fanno che ribadire la sua profonda conoscenza della natura umana.

Nel primo romanzo "Uno studio in rosso" (A Study in Scarlet, 1887), Holmes ci viene presentato attraverso i ricordi del dottor Watson come un personaggio enigmatico:

"Non è facile esprimere l'inesprimibile"  parte prima capitolo 1

Il buon Watson tenta poi di elaborare una lista delle qualità e dei difetti di S.H.
Per i primi due punti: Conoscenza della letteratura e della filosofia = zero, dimostrerà di aver fatto una valutazione frettolosa ed inesatta; verrà confermato tra i limiti attribuiti ad Holmes, soltanto Astronomia = zero.

Il titolo "Uno studio in rosso" viene spiegato da S.H. in un dialogo con Watson nel capitolo 4 parte prima:

"I fili scarlatti del delitto si aggrovigliano nella matassa incolore della vita, ed è nostro dovere dipanarli, isolarli e scoprirli ad uno ad uno"

Davvero ogni investigatore, pubblico o privato che sia, dovrebbe seguire questo metodo anziché cercare sempre la soluzione più facile, più comoda e più veloce. I numerosi errori giudiziari sono dovuti infatti ache ad errori nella fase d'indagine; seguire il metodo holmesiano potrebbe contribuire a diminuirli.

È questione anche di talento, che non deve essere considerato soltanto come competenza professionale:

"Il talento è una infinita capacità di darsi pena"   parte prima cap. 3

Impegnarsi strenuamente nella ricerca della verità, darsi pena per evitare di commettere errori, non lasciare alcuna strada inesplorata.

Raccogliere indizi di prima mano:

"Non c'è nulla che valga indizi di prima mano"   parte prima cap. 4

Comparare comportamenti del presente con quelli del passato, poiché ...

"Non c'è niente di nuovo sotto il sole"   parte prima cap. 3
"Tutto si è già verificato"

Bisogna procedere però con cautela, evitare ipotesi azzardate:

"È un grave errore avanzare ipotesi prima di avere tutti gli indizi"   parte prima cap. 3