Malavoglia08 
 
Capitolo VIII 
 
87)  L'uomo per la parola, e il bue per le corna. (Padron Fortunato).
        Ripetuto successivamente nello stesso capitolo da Zio Crocifisso 
 
88)  Le ragazze hanno il naso fine. (Coro). 
 
89)  Sarà come vuole Dio! (Mena ). 
 
90)  I forestieri vanno frustati. (Comare Venera). 
 
91)  Amare la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio. (Piedipapera). 
 
92)  Non c'è sempre bel tempo. (Piedipapera). 
 
93)  Il vento se le porta all'aria le frasche. (Piedipapera). 
 
94)  Le cose lunghe diventano serpi. (Coro). 
 
95)  Il tempo si porta via le cose brutte come le cose buone. (Coro). 
 
96)  I ragazzi crescono, e ci spingono per le spalle nella fossa. (Padron Fortunato). 
 
97)  La figliola com'è avvezzata, e la stoppa com'è filata.  
 
98)  Matrimoni e vescovadi dal cielo sono destinati. (La Longa)  
 
99)  A buon cavallo non gli manca sella. (Padron Fortunato)  
 
100)  Il riso con i guai vanno a vicenda. (Padron 'Ntoni)  
 
101)  Il mondo è fatto come uno stallatico, c'è chi viene e chi se ne va. (Compare Alfio)  
 
102)  Le ragazze vanno come Dio le ha destinate. (La Longa)  
 
103)  Si fa quel che si può. (Compare Alfio)  
 
   

Anche in questo capitolo 8 troviamo dei modi di dire, dei detti, delle usanze, che vale la pena di trascrivere.
Vendere l'anima al turco che ricorda "vendere l'anima al diavolo"; covare cogli occhi , tenere il candeliere che ricorda "reggere il moccolo"; fare il diavolo. Un dialogo tra 'Ntoni Malavoglia e Barbara richiama alla mente l'usanza siciliana della fuitina : "Se il nonno non vuole, come faremo? - Faremo che scapperemo insieme, e poi quando la cosa è fatta dovranno pensarci loro a maritarci, e saranno costretti a dir di sì per forza.
Alla "fuitina" si ricorreva prevalentemente per motivi economici, quando le famiglie dei due promessi sposi erano talmente povere che non si potevano permettere le spese di uno sposalizio. A volte si faceva ricorso a questo espediente quando qualcuno dei genitori era contrario al matrimonio, così venivano messi di fronte al fatto compiuto e dovevano dare, anche se malvolentieri, il loro assenso. E, last but not least , l'innamorato respinto rapiva la ragazza ritrosa per costringerla a sposarlo.
Questa "tradizione" è durata fino agli anni Sessanta del XX secolo, ma ad essa ha dato una vigorosa spallata per abbatterla Franca Viola, che non solo ha rifiutato di sposare il suo rapitore, ma lo ha pure denunciato e fatto finire in galera. L'aspetto più gratificante della vicenda è che la ragazza è riuscita ugualmente a sposarsi con un uomo che ha irriso i deplorevoli pregiudizi che fino a quel momento avevano attanagliato la società siciliana, rendendo la condizione della donna al limite della vivibilità.

 
 
 
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