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Hegel e l'amore: cosa ne pensava?

Damiana Galli
Damiana Galli
2025-03-17 09:18:05
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Colui che prende non si trova con ciò più ricco dell’altro: si arricchisce, certo, ma altrettanto fa l’altro; parimenti quello che dà non diviene più povero: nel dare all’altro egli ha altrettanto accresciuto i suoi propri tesori. L’amore acquista questa ricchezza di vita nello scambiare tutti i pensieri, tutte le molteplicità dell’anima, poiché cerca infinite differenze e trova infinite unificazioni, s’indirizza alla molteplicità della natura per bere amore da ognuna delle sue vite. Quel che c’è di più proprio si unifica nel contatto e nelle carezze degli amanti, fino a perdere la coscienza, fino al toglimento di ogni differenza: quel che è mortale ha deposto il carattere della separabilità, ed è spuntato un germe dell’immortalità. Come afferma Hegel, dare ci arricchisce, non ci toglie qualcosa. Hegel cita perfino Giulietta la quale afferma che più dà a Romeo, più lei possiede. Più ti dò, tanto più io ho eccetera. Tutto si unifica, appunto. Non dobbiamo sempre star lì a cercare differenze che probabilmente non troveremo. Ciò che è mortale diviene immortale. Credo sia un’immagine bellissima quella che ci propone Hegel.
Rufo Farina
Rufo Farina
2025-03-17 09:01:49
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A partire dall’idea hegeliana dell’amore come sentimento in cui «il vivente sente il vivente», Butler incrocia fecondamente problemi classici della filosofia di Hegel (il rapporto individuo-comunità, religione-filosofia, vita-viventi) con alcuni motivi della sua più recente produzione: la precarietà della vita, il legame tra l’amore e la perdita, il potere del lutto, etc. Filo conduttore del suo itinerario è la difficoltà che il linguaggio filosofico sperimenta nel rendere conto del fenomeno dell’amore, fenomeno che «ha una sua propria logica – una logica che non fiorisce mai effettivamente in una forma definitiva, ma è caratterizzata da una illimitata apertura».