Tristezza: quali metafore la descrivono?

Giulietta Barbieri
2025-04-01 21:56:28
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ci sentiamo giù
abbiamo l’umore a terra
sprofondiamo nella tristezza
la tristezza piega le spalle e la schiena verso il basso
dopo aver mimato molte volte l’espressione della tristezza si ritrovò con uno stato d’animo depresso.

Gianni Sartori
2025-04-01 20:45:51
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Ci si sente tristi perché uno dei nostri bisogni fondamentali non è stato soddisfatto. Possiamo quindi dire che ci sentiamo tristi quando siamo ad un grado intermedio di intensità, diciamo che ci sentiamo giù di corda quando il livello è un po’ inferiore e infelici o disperati quando invece il livello di tristezza è alto. Spesso si dice che siamo tristi quando succede qualcosa che mette a rischio la relazione con qualcuno, sia esso un fidanzato, marito o genitore, amico, zio ecc. Ci sono più parole che esprimono meglio questo stato emotivo sottolineando diversi aspetti. Per esempio possiamo dire di sentirci dispiaciuti se abbiamo fatto qualcosa che ha fatto stare male l’altro oppure se l’altro ha fatto o detto qualcosa che ci ha ferito. Possiamo usare la parola delusi che è ancora più intensa quando si aveva un’aspettativa su qualcuno o su se stessi che non si è realizzata. Possiamo provare tristezza quando siamo in compagnia di una persona che non ci piace o che ci appare lontana dalla nostra sensibilità. Quando una persona sente dentro di sé la mancanza di qualcosa che ha passato o di qualcuno, vive uno stato di tristezza che è tuttavia meglio definibile come nostalgia. Quando, invece, la persona sta male perché le manca qualcosa ma non sa individuare cosa, è probabile che si tratti di malinconia. Spesso si prova tristezza quando si ha la sensazione di non essere capaci di fare qualcosa. Quando ci si sente incapaci o incompetenti, di fronte ad un obiettivo da raggiungere è probabile sentirsi sfiduciati perché si crede di non potercela fare con le proprie capacità o con l’aiuto di qualcuno. Per esempio si può dire che ci si sente insoddisfatti o addirittura delusi per non essere riusciti a terminare un compito in tempo, oppure per la qualità del risultato, oppure ancora perché qualcuno ha criticato ciò che abbiamo fatto.

Sabrina Bianco
2025-04-01 18:54:39
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Questa semplice, ma potente definizione del Nulla possiamo tranquillamente adottarla per descrivere la depressione. Possiamo immaginare la persona depressa come un individuo dotato di un mondo interno anch’esso minacciato da un’entità divoratrice come il Nulla cinematografico di Petersen. Innanzitutto la persona depressa è fisicamente spenta, sente il suo corpo svuotato, fallato, un involucro guasto del quale non riesce a liberarsi. Le sue energie, non solo fisiche, ma anche psicologiche, si sono prosciugate. Non vive il piacere né l’autentica tristezza, è consapevole solo di non essere in grado di provare alcunché di emotivo, poiché il Nulla se lo sta inesorabilmente fagocitando. Il proprio mondo emotivo è disintegrato, non gli rimane niente con cui stare in contatto se non ricordi o rimpianti.

Evita Serra
2025-04-01 18:46:37
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Araknis, una Donna-Ragno che soffoca con la sua tela gli impulsi più vitali.
Se non piangessimo ci trasformeremmo in pietre.
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